Garanzia Giovani: una petizione contro il flop

non-e-un-paese-per-giovani2Basta con le scuse. Così oltre 33mila ragazzi denunciano on-line i limiti di Garanzia Giovani, il programma europeo contro la disoccupazione, che avrebbe dovuto rilanciare il lavoro in Italia e che si sta rivelando un flop.

E questo nonostante l’Europa abbia investito un miliardo e duecento milioni di euro nel piano, accanto ai 300 milioni del governo Renzi. Tante le promesse infrante: offerte “qualitativamente valide di lavoro”, corsi di formazione specifici, apprendistati e tirocini. Il tutto entro 4 mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema d’istruzione formale. Se non fosse che, un anno dopo, oltre il 40% dei giovani in Italia resta disoccupato e quasi 2 milioni e mezzo rinunciano agli studi per cercare lavoro.

Così mentre la macchina occupazionale non ingrana, nel mirino degli scontenti finisce la malagestione da parte delle Regioni.

Da quando è partito il programma, nel maggio 2014, circa 430 mila ragazzi hanno aderito al progetto ma meno della metà sono stati contattati per un primo colloquio orientativo da parte dei centri per l’impiego. Il sito internet del programma (finanziato all’interno di un budget di 30 milioni di euro fra annessi e connessi) è un deserto, le offerte di lavoro latitano e ad oggi sono stati resi disponibili poco più di 50mila posti di lavoro, in grado di venire incontro solo al 3% di quell’esercito di giovani (1.723.000 persone) che non studiano e non lavorano, ma che sarebbero disponibili a farlo. Anche le aziende che hanno aderito sono pochissime e i corsi di formazione sono a rischio flop.

In migliaia stanno firmando una petizione on-line per denunciarne le lacune del sistema e per chiedere un’inversione di rotta, soprattutto nella gestione dei fondi. Gli obbiettivi sono tre: raggiungere i giovani pubblicizzando meglio l’offerta di Garanzia Giovani, rispondere ai ragazzi nel 100% dei casi e formarli in modo adeguato. A quanto dichiara la campagna digitale che gestisce la raccolta firme, Riparte il futuro, mancano infatti verifiche adeguate e controlli sulla qualità dei corsi. Inoltre i lavori offerti ai ragazzi sono nel 74% dei casi contratti a tempo determinato e per ruoli di basso e medio profilo. Si lavora per sei mesi, a 500 euro al mese, e poi di nuovo a spasso.

Conferenza stampa del ministro Poletti su lavoro giovanileNonostante le proteste, il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha parlato di elementi positivi al convegno in Regione Lazio con il governatore Nicola Zingaretti e il commissario europeo per l’occupazione, Marianne Thyssen. «Sono 49.000 giovani che hanno avuto accesso a misure che vanno dal servizio civile a uno stage, mentre i ragazzi che si sono iscritti al programma hanno superato quota 476mila». Peccato che, fuori dalla sala conferenze, una ventina di ragazzi del gruppo “Sciopero Sociale” stessero gridando il proprio disappunto. «È un programma del tutto fallimentare -spiega una ragazza-perché i tirocinanti non hanno trovato lavoro e perché molti di loro non sono ancora stati retribuiti».

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