Lavoro per oltre 80 ingegneri. Quando il nesso università/lavoro funziona.

Hanno studiato tanto e hanno trovato lavoro grazie all’università.

Non è fantascienza ma la storia di 80 ingegneri del Politecnico di Torino che, grazie ad un master, sono riusciti a firmare un contratto a tempo indeterminato. Tutto inizia quattro anni fa quando l’azienda Comau in collaborazione con il Politecnico di Torino decide di avviare un corso post laurea che contribuisca a formare figure professionali nell’ambito dell’automazione industriale.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

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L’obiettivo era far incontrare il mondo del lavoro e il mondo accademico. Centrato. Non mente infatti Ezio Fregnan, manager di Comau, quando parla di “progetto di successo” durante la cerimonia di apertura della quarta Edizione del Master di II livello in Industrial Automation.

Gli allievi del nuovo ciclo sono venti, di cui 5 ragazze, e si preparano ad affrontare lezioni accademiche e pratiche nella sede Comau di Grugliasco, il tutto rigorosamente in inglese. Al termine del corso ai partecipanti sarà assicurato un contratto di apprendistato in azienda per due anni che si trasforma, per i più talentuosi, in contratto a tempo indeterminato.

“È fondamentale – ha precisato Mauro Fenzi, responsabile Comau – investire in innovazione. Questo significa non solo avere in azienda macchinari di ultima generazione o strutturare le migliore strategie di marketing ma, soprattutto intercettare le migliori giovani menti del panorama accademico mondiale.facciamo scouting nelle Università di tutto il globo perché solo così è possibile trovare i migliori ingegneri da preparare secondo le reali esigenze del mondo del lavoro”.

E i risultati sono nei numeri. Crescono gli iscritti al corso negli anni e aumentano i giovani ingegneri inseriti in azienda. Sono stati 15 i ragazzi che hanno partecipato alla prima edizione, 19 gli studenti che sono giunti al secondo anno e 25 i laureati che hanno frequentato la terza edizione del master.

Marco Gilli, Rettore del Politecnico di Torino, ha spiegato: “Negli ultimi anni il modello formativo è profondamente cambiato. Così come la ricerca viene condotta sempre di più in partenariato con le aziende, così la didattica può essere progettata in collaborazione con le aziende per abbattere i tempi di inserimento nel mercato del lavoro e ottimizzare al massimo il rapporto fra studenti e aziende che iniziano a conoscersi e ad avviare la formazione aziendale in parallelo a quella universitaria. I percorsi in apprendistato, finanziati dalla Regione Piemonte, permettono proprio di configurare questa modalità formativa che sta portando i suoi frutti e che l’Ateneo sta promuovendo su tutti i livelli formativi: dalla laurea triennale al dottorato”.

D.F.C

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